La mia idea di girone infernale
È un qualcosa che va molto vicino all’essere in un gigante centro commerciale con Ramazzotti a tutto volume, mentre fuori c’è il sole e una vetrata te lo ricorda. Ed esser costretta a girare per negozi senza nulla da comprare. Mentre il sole, fuori, continua la sua parabola.
Perché, perché quindi, proprio io mi dovevo trovare un tipo che mi fa la corte appassionato di shopping festivo?
Non c’è poesia nei passeggini sulle scale mobili.
Quella cosa dell’insonnia
Nel film di Sorrentino, Le conseguenze dell’amore, hai presente?
Che chi soffre di insonnia vuole solo dormire (e non leggere, scrivere o tumblerare).
It’s happening, now.
Sei single?
Sì, sono single. Sono amante di qualcuno. Sono talvolta felice. Talvolta vorrei cambiare. Talvolta di più.
Il mare « Il nuovo mondo di Galatea (via alfaprivativa) (via nives)
via nives
Funziona. Così.
Funziona che il tempo passa e continuiamo a uscire. Che dai Mondiali del 1990 io provo un piccolo, piccolo sussulto di cuore per la squadra della mia città natale che va in B (che poi c’era già nel 2006). Lui che di calcio se ne frega, meno che mai di una squadra locale. Funziona che io amo tutte le moto, andare senza una destinazione, fermarsi a caso, nel caso attraversare un guado, sporcarsi. Lui decide di prender la moto ed è tutto un luccichío preparato diligentemente a colpi di mappa e olio. Funziona che la musica che ascolta a lui non piace a me e i concerti a cui andrei io a lui non interessano. Funziona che lui flirta con ogni giovane patata che si aggiri a distanza di tiro (virtuale e locale, contrariamente al calcio), basta che io giri l’occhio, mentre io penso (e sento e vedo) il mio amore di “enne anni”, neo convivente e vecchio traditore (de l’aube claire jusqu’à la fin du jour Je t’aime encore tu sais je t’aime).
Però. Funziona.
Fango di quello buono
Di quello della mia terra. Dei sentieri dopo i giorni di pioggia. Degli schizzi sul cappottino bianco (“perché sei uscita con un cappottino bianco?” “perché non sapevo”). Delle macchie sulla moto (“quella del Marocco, che ha attraversato il deserto”). Dei guadi troppo profondi, degli sterrati dove si sprofonda (“scendi e spingi”, “sali e non ti sbilanciare”, “giù un piede su i ginocchi” è il kamasutra del cross).
Tutto questo fango buono, oggi.
E il tuo sorriso buono, oggi.
Il tuo sorriso così pieno di me, anche quando dici che sei felice con lei.
Sa di marcio, la tua frase.
“Regalami un casco”, ti ho detto io.
“Andiamo, ti amo”, ho pensato sottovoce, visualizzando strade a tre corsie, montagne e un deserto tutto da cavalcare.
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